Non solo crisi, dal Trevigiano soluzioni di lavoro concrete

Circa 50 i posti di temporanei grazie all’iniziativa congiunta di enti locali e cooperative sociali.
Giardinieri, manutentori, traslocatori, addetti al servizio di lavanderia. Disoccupati over 50, ma anche lavoratori sprovvisti di ammortizzatori sociali del trevigiano possono usufruire di contratti a progetto nell’ambito del recupero edilizio e ambientale.
Treviso e la sua provincia che non hanno mai conosciuto la crisi, anzi "il 30 giugno 2008 ha segnato per la provincia di Treviso il massimo occupazionale: su 800 mila abitanti avevamo 391 mila occupati" precisa Denis Farnea, assessore all'Occupazione e alla formazione della Provincia di Treviso nelle previsioni quest'anno chiuderà, invece, con un tasso di disoccupazione del 5,5, un aumento di 2 punti percentuali.
"Non siamo in una situazione drammatica, ma la lista delle persone che vengono negli uffici del comune a chiedere se ci sono opportunità di lavoro, se il comune può dare una mano o che si rivolgono per lo stesso motivo alle cooperative sociali, si è allungata" spiega Maria Gomierato, Sindaco di Castelfranco Veneto e Presidente dell'Intesa Programmatica d'Area della Castellana.
L'idea di creare delle opportunità di lavoro a partire da lavori veri, non socialmente utili, è nata da una rete di cooperative sociali che opera sul territorio ed vi ha un forte radicamento. Sono cooperative che si occupano di lavori i più diversi: catalogazioni informatiche di libri o dati per le USL, traslochi, manutenzione del verde, lavorazioni per aziende metalmeccaniche, servizio di lavanderia per alberghi, ospedali, case di riposo. È così che il Comune di Castelfranco Veneto, in particolare, ha preparato un pacchetto di lavori straordinari - manutenzioni di parti elettriche, murarie, parchi, giardini, scuole, serramenti, lavori artigianali - per 150mila euro che viene affidato alle cooperative che offrono contratti a progetto della durata massima di sei mesi ai lavoratori espulsi dal mercato del lavoro.
Alla Regione Veneto l'idea è piaciuta, tanto che ha deciso di metterci del suo ed ha recentemente deliberato uno stanziamento di 2 milioni di euro per finanziare il 50 per cento del costo orario del lavoro. Destinatari sono gli enti pubblici e la Provincia di Treviso, che fa da coordinatrice per la sua area, ha stimato che circa 50 lavoratori del suo territorio potrebbero essere ricollocati in questa tipologia di attività. "I giovani in qualche modo si arrangiano - continua il Sindaco - si ricollocano, ma per i capofamiglia, magari anche monoreddito, è più difficile".
L'idea è dunque quella di offrire un'opportunità di impiego a persone rimaste temporaneamente senza lavoro in attesa che cambi il quadro di riferimento e possano tornare ad avere opportunità nel mercato del lavoro normale. Lungi dall'essere l'anticamera dell'assunzione, è un progetto che vuole offrire una riposta di dignità anche nel caso degli over 50 espulsi dal mercato del lavoro ad 1 o 2 anni dal raggiungimento dell'età pensionabile perché "anche se la ripresa economica che tutti auspichiamo dovesse arrivare - aggiunge Farnea - è difficile che questi lavoratori vengano riassorbiti dal tessuto economico, dalle imprese".
Ulteriore novità del Trevigiano è la sperimentazione, da parte della Provincia, prima in Italia, del contratto di inserimento della Legge Biagi proprio per i lavoratori over 50, utile, in particolare, per coloro cui mancano 4 o 5 anni alla pensione. È un contratto di 18 mesi, i cui vantaggi per l'azienda sono la decontribuzione del costo del lavoro dal 28 al 10 per cento e la possibilità di "sotto-inquadrare" i lavoratori.
15:03 - 05/10/2009
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16 febbraio 2010 - 4:36pm
DA QUALCHE PARTE BIOSGNA PURE
DA QUALCHE PARTE BIOSGNA PURE COMINCIARE