| Venezuela: Hugo Chavez tra idealismo e critiche
L’istrionico Hugo Chavez, al grido di
Ha ribadito, in occasione del discorso per la sua rielezione, la volontà di approfondire la rivoluzione socialista ed eliminare i privilegi di classe. Il programma si articolerà in alcuni punti chiave, partendo dalla nazionalizzazione delle società di telecomunicazioni, dell’elettricità, e, soprattutto, delle imprese per l’estrazione del petrolio nelle falde dell’Orinoco. Mentre i sostenitori hanno accolto le sue parole con entusiasmo, i detrattori, interni ed esterni, non hanno esitato a manifestare la loro preoccupazione. Manuel Rosales, sfidante sconfitto alle ultime elezioni, ha affermato che il Capo di Stato sta operando una forte deriva autoritaria, sfruttando in modo illecito i maggiori mezzi di informazione.
Concordi con la sua denuncia sono stati anche gli inviati di Human Rights Watch, che hanno sottolineato il peggioramento progressivo della libertà di stampa, confermato dalla recente chiusura di RadioCaracasTv, tacciata dal Governo di pulsioni “golpiste”. All’annuncio delle nazionalizzazioni, la Borsa è crollata, ma Chavez ha commentato con allarmante distacco la notizia, limitandosi a sostenere che quello che non crollerà è l’economia.Ma i problemi, all’alba del nuovo mandato, non sono limitati al contesto interno.
Il Brasile, che coopera con il Venezuela nell’estrazione degli idrocarburi, ha accolto con freddezza la possibilità di una modifica Costituzionale per assicurare a Caracas i maggiori introiti nello sfruttamento del petrolio. Nonostante i consensi quasi plebiscitari, Hugo Chavez, già guardato con diffidenza dai centristi venezuelani, dalla Chiesa Cattolica, dagli Stati Uniti, ora si trova a dover trovare un compromesso anche con il partner Lula e a mediare con la classe imprenditoriale, timorosa da tempo della svolta a sinistra, mentre la sua rivoluzione sembra deviare verso il classico schema del personalismo sudamericano.
Lucia Conti
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