| Corea del Sud: il governo accelera la stipula di accordi con Pyongyang
In base agli accordi siglati in questa prima sessione a partire dall'11 dicembre sarà lanciato un servizio ferroviario per il trasporto di merci che attraverserà il confine tra i due paesi
Venerdì scorso si è concluso a Seul il primo di una serie di incontri tra i primi ministri della Corea del Nord e della Corea del Sud volti a consentire l'implementazione degli accordi raggiunti nel summit dello scorso ottobre. In base agli accordi siglati in questa prima sessione a partire dall'11 dicembre sarà lanciato un servizio ferroviario per il trasporto di merci che attraverserà il confine tra i due paesi. Inoltre Seul supporterà Pyongyang nella riparazione della strada che collega la città nordcoreana di Kaesong (non lontana dal confine con il Sud) a Pyongyang e la ferrovia che collega Kaesong a Shinuiju, presso il confine con la Cina. Lo scopo sarebbe quello di collegare il sistema di ferrovie dei due paesi con quello cinese e con la Transiberiana. La Corea del Sud si è inoltre impegnata ad investire nel settore della cantieristica navale del Nord.
Il primo ministro nordcoreano Kim Yong-il e la sua controparte del sud Han Duck-soo hanno anche gettato le basi per la creazione di un'area di pesca comune nella zona del disputato confine marittimo nel Mar Giallo, stabilito un comitato economico congiunto a livello di vice-primi ministri per gestire le questioni relative alla cooperazione economica e definito una serrata tabella di marcia che prevede 14 incontri con l'obiettivo di formalizzare quanti più accordi possibile prima del termine del mandato del presidente sudcoreano Roh Moo-hyun. Tra i più importanti quello previsto per il 27 e 28 novembre a Pyongyang, dove i rispettivi ministri della difesa si incontreranno con l'obiettivo di risolvere le questioni di sicurezza relative ai trasporti ferroviari transconfinari, alla creazione della zona comune di pesca e alla definizione della Northern Limit Line, la linea di confine marittimo sul Mar Giallo stabilita unilateralmente dalle forze dell'ONU guidate dagli Stati Uniti nel 1953 e mai riconosciuta da Pyongyang.
Questa fretta è evidentemente legata all'intenzione di porre la prossima amministrazione sud-coreana di fronte agli accordi già siglati, in modo che non possa fare altro che onorarli. Ma secondo Lee Myung-bak, il candidato del partito di opposizione Grand National Party alle presidenziali del 19 dicembre, la stipula di questi accordi prima che Pyongyang abbia effettivamente smantellato il proprio programma per la produzione di armi nucleari rischia di essere intesa come un riconoscimento di fatto della Corea del Nord come potenza nucleare e, dunque, danneggiare i colloqui internazionali per il disarmo. Lee si è inoltre apertamente opposto all'accordo sulla zona di pesca comune, che considera un rischio per la sicurezza, e ha lasciato intendere che, una volta al governo, potrebbe in qualche modo opporsi all'effettiva implementazione degli accordi finché la questione nucleare non sarà risolta.
Desk Asia |